Chiesa di San Pietro in Vincoli
Chiesa di San Pietro Martire a Barge
E’ pressochè impossibile stabilire con certezza la data di fondazione della chiesa. Infatti non si conservano documenti in merito né all'archivio Parrocchiale, né in quello Comunale di Barge e tanto meno negli archivi Vescovile di Saluzzo ed Arcivescovile di Torino. In origine era una cappella (titulus) fondata dai Benedettini che Landolfo, vescovo di Torino, aveva posto nell'abbazia di Cavour nel 1037. Costoro, avendo ricevuto in dono molte terre, fra le quali il poggio (da cui la denominazione "de poyeto") sul quale poi sorse la parrocchia di Assarti, nel territorio di Barge e poco distante da Cavour, vi eressero una cappella che divenne chiesa parrocchiale allorchè crebbe il numero di abitanti di quella regione e fu da essi amministrata fino al 1338.
Sappiamo inoltre che l'Ecclesia S. Petri de Poyeto Bargiarum pagava nel 1386, unitamente alle pievi inferiore e superiore di Barge e alle chiese di S. Martino in Assarti, di S. Quirico, di S. Andrea di Longasca il cattedratico al vescovo di Torino. Dal 1338 al 1545, epoca a cui risale la prima visita pastorale di cui si ha menzione nel vicariato di Barge fatta da Mons. C. Cibo e nei cui resoconti è citata la chiesa in oggetto, l'unico incartamento che ci consente, sia pur limitatamente di seguire le vicende della parrocchiale, è l'elenco dei parroci succedutisi nell'amministrazione.
Al 1584 risale la visita pastorale di Mons. Peruzzi; questi afferma che la chiesa è stata ricostruita al principio del secolo, nel 1519, ma ciò nonostante ha pareti grezze, non rinzaffate di calce che per poca parte; è senza volta o soffitto; non ha sacrestia, né pavimento, sovente smosso per seppellire qualche defunto, sebbene la parrocchia abbia cimitero; molti altari, di patronato laicale, sono tutt'altro che in ordine.
Nel 1623 S. Pietro ricompare ancora nei resoconti di Mons. Mililet e più di un secolo dopo (1772) è fedelmente descritta da Mons. F. Luserna Rorengo di Rorà; volte e pareti dovevano essere in cattivo stato se nei decreti il visitatore apostolico ordina che siano ripristinate e ripulite; inoltre la pavimentazione era sconnessa ed un fetore maleodorante infestava il tempio, in quanto, nonostante non mancasse il cimitero, si seppellivano ancora i morti all'interno.
Nel 1790 il tetto doveva essere ancora in cattivo stato, se Mons. Costa ordina che sia immediatamente riparato. Oggi la chiesa, nonostante alcune evidenti fessurazioni all'esterno lungo le pareti laterali, sembra essere in buone condizioni statiche.
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